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podcast

Le Figlie della Repubblica - Stagione 1

#Episodio 5

Stefania Craxi racconta il padre Bettino

SINOSSI

Figlio del socialismo italiano ed europeo, Craxi ha legato indissolubilmente la sua immagine agli anni Ottanta e alla modernità di quel decennio. Questo podcast ci racconta, attraverso gli occhi della figlia Stefania, il percorso politico del padre Bettino, tra affetti familiari e militanza nel partito. Ne emerge una ricostruzione forte, appassionata, che affronta tanto i successi, come la conquista della segreteria nazionale del Psi e la prima presidenza del Consiglio socialista, quanto le cadute, con la fine della Prima repubblica e l’esilio.


BIOGRAFIA

Craxi, Bettino (24 febbraio 1934, Milano – 19 gennaio 2000, Hammamet) all’anagrafe Benedetto, è stato un politico italiano.

Fervente militante e in seguito dirigente del movimento giovanile socialista, dal 1956 entrò a far parte del Comitato provinciale socialista milanese, impegnandosi con un gruppo di fedelissimi a prendere le distanze dall’azione sovietica in Ungheria, seguendo le orme di Pietro Nenni, aderendo alla corrente autonomista, risultando eletto come consigliere milanese nel 1960. Dopo l’esclusione dal Comitato Centrale del Psi per volontà di De Martino, assunse nel 1963 la guida della sezione socialista provinciale di Mialno, arrivando nel 1965 alla Direzione Nazionale del partito. Fu tra i fautori dell’avvicinamento nel 1966 tra socialisti e socialdemocratici.

Divenne parlamentare per la prima volta nel 1968, con oltre 23.000 preferenze, che lo favorirono a essere vicesegretario nazionale nel 1970. Essendo rappresentante dell’Internazionale Socialista, strinse in giovane età rapporti con Brandt, Mitterrand, Soares e Papandreou. Con la caduta del IV Governo Moro e la crescita del Pci di Berlinguer, l’operato di De Martino venne condannato dal voto elettorale, scendendo sotto la soglia del 10%. Il 16 luglio 1976, Craxi fu eletto segretario del Psi, evento che ne consacrava l’ascesa politica e inaugurava un nuovo corso socialista, caratterizzato da critica e confronto aperto con comunisti e democristiani.

Negli anni Ottanta, con la fine della collaborazione con i comunisti, nell’ambito della “solidarietà nazionale”, e la formazione dei governi di pentapartito, Craxi giunse alla Presidenza del Consiglio, mantenendo l’incarico per quattro anni (1983-87).

Con gli anni Novanta, si inaugurò la stagione conclusiva del socialismo craxiano e della Prima Repubblica, travolti dallo scandalo di Tangentopoli, iniziato il 17 febbraio del 1992 con l’arresto di Chiesa, amministratore socialista del Pio Albergo Trivulzio. Seguiranno due anni turbolenti, tra il processo, la condanna e l’esilio volontario ad Hammamet, in Tunisia, dove morirà nelle prime settimane nel gennaio 2000.


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