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podcast

Le Figlie della Repubblica - Stagione 2

#Episodio 3

Rosa Russo Jervolino racconta la madre Maria

SINOSSI

Rosa Russo Jervolino è una delle poche donne a poter vantare di essere figlia non di uno, ma ben due costituenti. L’amore per la politica e l’impegno per gli altri li apprende in particolare dalla madre, Maria De Unterrichter di cui dipinge un ritratto affettuoso e prezioso, al centro della puntata di questa puntata.

La voglia di contribuire alla rinascita italiana  partendo dalla scuola fu al centro dell’azione di governo della madre Maria, tra le prime deputate ad essere elette e la seconda a diventare Sottosegretaria di Stato.


BIOGRAFIA

Jervolino, Angelo Raffaele (Napoli, 2 settembre 1890 – Roma, 10 marzo 1985) – Uomo politico italiano. Docente e avvocato concistoriale, militò a lungo nell’Azione cattolica e nella Federazione unitaria cattolica italiana (Fuci). Divenne allievo del cardinale Giovanni Battista Montini – futuro papa Paolo VI – e venne insignito della prima medaglia d’oro dell’Università Cattolica per una tesi sul tema della libertà di insegnamento. Fermo antifascista e membro del Comitato di liberazione nazionale (Cln), nel 1919 aderì all’appello di Luigi Sturzo per la nascita del Partito popolare italiano, nonostante il moltiplicarsi delle intimidazioni da parte delle milizie fasciste.

Con l’avvento del fascismo al potere e l’instaurazione della dittatura, Jervolino mantenne un atteggiamento di cautela e prudenza, coerentemente con le posizioni assunte dalle alte sfere ecclesiastiche. Si impegnò nella Gioventù italiana di Azione cattolica, prima presidente diocesano a Napoli, quindi come consigliere nazionale e, infine, come presidente generale dell’organizzazione, nel periodo dal 1928 al 1934 che vide la gestazione e la sottoscrizione dei Patti Lateranensi. Nel corso del suo mandato, tentò di difendere la libertà e l’autonomia della Giac dagli attacchi, spesso anche espliciti, dei fascisti.

Con la caduta del fascismo, fu tra i fondatori del partito della Democrazia cristiana e fece parte della Consulta Nazionale. Nel giugno 1946, fu eletto all’Assemblea costituente con larghi suffragi; entrò a farvi parte insieme alla moglie Maria De Unterrichter, sposata nel 1930 e anch’ella eletta nelle liste della Dc.

Nelle legislature successive fu eletto senatore e dedicò molto del suo lavoro all’impegno meridionalista, come relatore della legge istitutiva della Cassa per il Mezzogiorno. Sommò altri incarichi: Ministro delle Poste e Telecomunicazioni (1948-50), Ministro della Marina mercantile (1959-1963), Ministro della Sanità (1963), Ministro dei Trasporti (1963-1968).

Gli anni Sessanta rappresentarono la fase finale del suo percorso politico, segnata da grandi trasformazioni economico-sociali e dall’esperienza del centro-sinistra di Fanfani e Moro (1960-1968). Nel dicembre 1964 gli è stata conferita la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica dall’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Già nominato Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nel 1968 decise di non presentare la propria candidatura alle elezioni politiche e dedicarsi, da quel in poi, ai suoi studi.


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