Skip to main content

podcast

Le Figlie della Repubblica - Stagione 3

#Episodio 2

Antonia De Mita racconta il padre Ciriaco

SINOSSI

L’Irpinia profonda, la militanza nella sinistra democristiana, le responsabilità di governo e la guida della Democrazia cristiana nella difficile navigazione degli anni Ottanta, che preludono alla dissoluzione della “Repubblica dei partiti”, sono gli snodi salienti del percorso politico di Ciriaco De Mita.

Questo podcast ci racconta, attraverso l’accorato ricordo della figlia Antonia, la storia del padre, di un’autentica passione per la politica e per l’impegno civile protrattasi fino agli ultimi anni di vita.


BIOGRAFIA

Luigi Ciriaco De Mita (Nusco, 2 febbraio 1928 – Avellino, 26 maggio 2022).

Esponente politico democristiano, fu più volte deputato e ministro, raggiungendo l’apice del suo percorso politico nel corso degli anni Ottanta, quando fu eletto segretario del partito (1982-89) e nominato presidente del Consiglio dei ministri (1988-89).

Nato nel febbraio 1928 a Nusco, comune montano della provincia di Avellino da famiglia piuttosto umile, compì i primi studi da privatista per poi conseguire la maturità classica con ottimi voti. Una borsa di studio gli consentì di frequentare l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si laureò in Giurisprudenza. Le prime esperienze lavorative, presso l’ufficio legale dell’Eni di Enrico Mattei, lo avvicinarono alla corrente della sinistra democristiana della “Base” guidata da Giovanni Marcora, mettendolo in contatto con l’entourage di Fiorentino Sullo, anch’egli irpino, tra i più influenti leader di quella corrente. Incontrò così Anna Maria Scarinzi, segretaria di Sullo, che avrebbe sposato nel 1958 e da cui avrebbe avuto quattro figli: Antonia, Simona, Giuseppe e Floriana.

Nel 1956 fu eletto giovanissimo, a soli 28 anni, consigliere nazionale della Dc in occasione del congresso di Trento e, nel decennio successivo riuscì progressivamente a sostituirsi a Sullo nella guida della sinistra democristiana irpina. Nel 1963 fu eletto per la prima volta deputato e nel 1968 entrò a far parte del governo Rumor come sottosegretario all’Interno. Nel 1969-73 fu vicesegretario della Dc, quindi più volte ministro nel corso degli anni Settanta: dell’Industria nel quarto e quinto governo Rumor (1973-74); del Commercio con l’Estero nel quarto e quinto governo Moro (1974-76); del Mezzogiorno nel terzo e quarto governo Andreotti, negli anni della “solidarietà nazionale” (1976-79).

Nel maggio 1982, in una fase di grande difficoltà per la Dc, scossa da scandali, da un declino del consenso elettorale e dalla perdita del controllo della presidenza del Consiglio, fu eletto segretario nazionale. Restò in carica per sette anni e ripetutamente confermato fino al congresso nazionale del 1989: la sua segreteria fu la più lunga della storia della Dc, superando anche quella di Alcide De Gasperi. La sua linea puntava a un rinnovamento del partito basato sul processo di moralizzazione, di svecchiamento dei quadri e di condanna della dinamica correntizia.

Nell’aprile 1988, De Mita giunse alla presidenza del Consiglio dei ministri, trovandosi a gestire l’ostilità del Psi di Craxi e di consistenti settori interni del suo stesso partito, contrati questi ultimi al suo doppio ruolo di segretario e capo del governo. Così, alla fine degli anni Ottanta, un accordo tra Craxi, Andreotti e Forlani – il cosiddetto “Caf” – portò dapprima Forlani alla segreteria della Dc e quindi alla crisi del governo De Mita, costretto a dimettersi e a cedere il passo ad Andreotti.

Allo scioglimento della Dc, nel 1994, non interruppe il suo impegno politico. Contribuì alla ricostituzione del Partito popolare italiano (1994-2002) e della Margherita (2002-07), fu eletto per due volte eurodeputato (1999-2004, 2009-2014). Nel 2007-08 partecipò alla fondazione del Partito democratico ma se ne allontanò subito, aderendo all’Unione di Centro (2008-17).


ISCRIVITI alla NEWSLETTER

Newsletter

"*" indica i campi obbligatori

Nome*