Di Gabriele Mele

A livello storico e geopolitico l’Italia ha sempre avuto un interesse prevalente attorno alle questioni energetiche di rilievo nel “mare nostrum”, come ricordava lo stesso Giulio Andreotti:”  I nostri vicini nel Mediterraneo non li scegliamo”. Nell’ottobre del 2019, le mire turche sullo sfruttamento di giacimenti di gas e petrolio nel mediterraneo orientale hanno riacceso i riflettori della politica internazionale e della stampa su questo quadrante periferico d’Europa.

Nello specifico la nave turca Yavuz, la quale era stata scortata congiuntamente da due navi da guerra ed un sottomarino, aveva iniziato le sue attività di esplorazione nel “pozzo di Guzelyurt-1”, andando ad intaccare una zona di specifica competenza della Repubblica cipriota, che, con il supporto della comunità internazionale, asseriva che riguardasse la sua Zona economica esclusiva (Zee). Coinvolte direttamente nell’affaire, vi erano anche l’italiana Eni e la francese Total, avendo quest’ultime ottenuto una concessione da parte del governo di Cipro, per portare avanti le attività di esplorazione ed estrazione in tale hub.

Il governo di Ankara sosteneva che fosse pieno diritto della Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC) rivendicare come proprie tali risorse[1], alzando il livello della tensione nel Mediterraneo orientale. Inoltre un’ulteriore questione fondamentale in questo “Risiko energetico”, un ruolo centrale è giocato dalla questione del Tap (Trans Adriatic Pipeline). Tale metanodotto, con un investimento indicizzato di 4,5 miliardi, dovrebbe convogliare in Europa il gas estratto in Azerbaigian dai giacimenti sotto il fondo del mar Caspio, favorendo così l’inizio di un processo di “emancipazione” energetica dell’Europa dalla Russia di Putin.

Alla luce di questa rapida panoramica, l’Italia è chiamata ancora una volta a rivolgere la propria attenzione al Mediterraneo, per una naturale propensione geografica e strategica, secondo quanto asserito da Aldo Moro: “Nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa e nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo”.

 

[1]  (La Repubblica Turca di Cipro del Nord è una repubblica auto-proclamata e non riconosciuta dalla comunità internazionale che si estende nella zona settentrionale dell’isola di Cipro dal 1983, nelle zone occupate e controllate dall’esercito turco dopo l’invasione turca di Cipro del 1974).