Becky Branford | BBC News | 09/05/2017

Emmanuel Macron ha innescato un terremoto politico nella politica francese. Solo un anno fa era membro del governo al fianco di uno dei presidenti meno popolari della storia francese ed ora, a 39 anni, è stato eletto Presidente della Francia. Vediamo i cinque motivi che hanno portato Macron a vincere le elezioni presidenziali:

E’ stato fortunato: Non c’è alcun dubbio. Uno scandalo pubblico ha messo fuori dai giochi il candidato di centro destra, ed iniziale favorito, François Fillon; così come il candidato Socialista Benoît Hamon ha subito una batosta pubblica durante la campagna elettorale.

-E’ stato intelligente: ha deciso di lasciare i socialisti e di guardare ai movimenti politici sorti in Europa – Podemos in Spagna, il Movimento 5 Stelle in Italia  – comprendendo che non esisteva un partito equivalente in Francia. Nell’aprile 2016 ha fondato il suo movimento: En Marche!

-Ha provato qualcosa di nuovo in Francia: Ha preso spunto dalla campagna elettorale di Obama del 2008 e, durante il cosiddetto Grande Marche ha impiegato i propri attivisti, senza esperienza ma ricchi di energia. Questi hanno bussato a 300.000 porte e somministrato 25.000 interviste agli elettori in tutto il Paese. Ciò è stato utile sia per ottenere informazioni circa le priorità e le politiche da utilizzare durante la campagna elettorale del partito, sia per presentare il Movimento alla gente.

-Aveva un messaggio positivo: L’identità politica di Macron è contraddittoria: è il nuovo arrivato pur essendo l’ex pupillo di Hollande e già Ministro dell’Economia; un centrista con un programma radicale contro il settore pubblico. Anche Marine Le Pen lo ha descritto come candidato per le élite e non come il novizio che egli diceva di essere. Ma Macron ha avuto il merito di non farsi identificare come un altro Hollande, creandosi un profilo idoneo per rispondere all’esigenza disperata di quelli che avevano bisogno di qualcosa di nuovo. E’ giovane, pieno di energia ed ha spiegato come le persone avrebbero avuto nuove opportunità. E’ stato l’unico a portare questo tipo di messaggio. 

Era contro Marine Le Pen: il messaggio della Le Pen era negativo, contrario all’immigrazione, antieuropeista ed antisistema. La Campagna di Macron era raggiante ed accompagnata da musica pop, contrariamente ai meeting di massa dell’avversaria che spesso portavano proteste, con tanto di lanci di bottiglie, fiamme e polizia ovunque. Molti francesi si sono allarmati di fronte alla possibilità destabilizzante di eleggere un presidente di estrema destra e hanno visto in Macron l’unica alternativa.


Emmanuel Macron has triggered a political earthquake in French politics. A year ago, he was a member of the government of one of the most unpopular French presidents in history. Now, at 39, he has been elected President of France. Let’s see five reason why Emmanuel Macron has won the French presidential election.

He got lucky: No doubt about it. A public scandal knocked out the initial frontrunner, centre-right candidate François Fillon; and Socialist candidate Benoît Hamon, suffered a very public drubbing during the election.

He was canny: He decided to left the Socialists, and he looked at political movements that have sprung up elsewhere in Europe – Podemos in Spain, Italy’s Five-Star Movement – and saw that there was no equivalent game-changing political force in France. In April 2016, he established his movement: En Marche!

He tried something new in France: Having established En Marche, he took his cue from Barack Obama’s grassroots 2008 US election campaign. During the Grande Marche (Big March), when he mobilised his energised but inexperienced En Marche activists. He sent out people to knock on 300,000 doors and carried out 25,000 in-depth interviews with voters across the country. On one side the information helped to form campaign priorities and policies, on the other side It introduced the new movement to the people.

He had a positive message: Mr Macron’s political persona appears beset with contradictions.

The “newcomer” who was President Hollande’s protege and then economy minister; the centrist with a radical programme to slash the public sector. Also Marine Le Pen, said he was the candidate of the elite, not the novice he said he was. But he dodged attempts to label him as another François Hollande, creating a profile that resonated among people desperate for something new. He’s young, full of energy, and he explained how people will get opportunities. He’s the only one to have this kind of message.

He was up against Marine Le Pen: Marine Le Pen’s message came across as negative – anti-immigration, anti-EU, anti-system. Macron campaign rallies featured brightly lit arenas blaring with pop music, while Marine Le Pen’s mass meetings involved protesters throwing bottles and flares, a heavy police presence.

Many were alarmed by the prospect of a potentially destabilising and divisive far-right presidency and saw him as the last obstacle in her way.

Sintesi e traduzione a cura di Lorenzo Salvati 

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