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11 Gennaio 2017

DINASTIA TRUDEAU: PADRE E FIGLIO A CONFRONTO 

La famiglia Trudeau ha rappresentato una componente fondamentale dello scenario politico canadese del secondo dopoguerra a partire da James Sinclair, nonno materno del futuro Primo Ministro Justin, il quale ricoprì la carica di Ministro della Pesca tra il 1952 ed il 1957, durante il governo presieduto da Louis St-Laurent.

I due membri di maggiore spicco del più celeberrimo nucleo familiare canadese sono stati caratterizzati da una comune passione per la professione accademica. Difatti il padre ricoprì una cattedra di diritto costituzionale tra il 1961 ed il 1965 presso l’Universitè de Montreal ed il figlio insegnò tra il 1998 ed il 2002 matematica e francese in numerosi istituti presso Vancouver. Questo comune “background” costituisce un elemento imprescindibile per comprendere pienamente le straordinarie capacità carismatiche, empatiche ed aggregative che hanno determinato questo nuovo fenomeno di popolarità denominato “Trudeaumania”, che ancora oggi non è stato minimamente intaccato.

Entrambi, alla guida del Partito Liberale, hanno sostenuto politiche all’avanguardia, da molti considerate maggiormente progressiste rispetto a quelle teorizzate dal Partito Democratico Canadese. Pierre-Elliott Trudeau, da Ministro della Giustizia durante la legislatura del Primo Ministro Lester Pearson, nel 1967 divenne il promotore della riforma del diritto di famiglia relativamente al divorzio, ed ai diritti per le coppie omosessuali.

Il suo delfino naturale Justin Trudeau, dopo la sorprendente vittoria ai danni del conservatore Harper nell’ottobre del 2015, ha condotto una politica “copernicana” rispetto alla precedente amministrazione, di apertura nei confronti delle minoranze indigene, dei profughi siriani ed infine recentemente rendendo estremamente più fluida e celere la procedura per ottenere il visto da parte dei cittadini messicani.

D’altro canto il padre in precedenza era stato chiamato a prendere decisioni particolarmente complesse nel corso dei suoi vari mandati, come ad esempio l’Implementation of War Measures Act nel 1970. Questo provvedimento d’emergenza, che andò a rafforzare la sicurezza nazionale, venne deciso dopo il rapimento e l’uccisione del Ministro del Lavoro e dell’immigrazione Pierre Laporte da parte del gruppo terrorista “Front de liberation du Quebec”.

I due leader del Partito Liberale hanno sempre sostenuto con forza la piena realizzazione del multiculturalismo, tanto che Trudeau sr. introdusse nel 1982 il Ministero per le Politiche Multiculturali, e della compiuta integrazione, come testimoniato dalla nomina da parte del giovane Trudeau di un membro della comunità Sikh a presiedere il Ministero della Difesa.

D’altro canto sul piano interno il tratto distintivo di entrambi è stato sempre contrassegnato da una netta contrapposizione nei confronti delle forti spinte autonomiste del partito francofono del Quebec. Il padre sostenne veementemente la campagna per il “no” al referendum sull’indipendenza della medesima regione nel 1980.

L’astro nascente della politica canadese, la cui ascesa venne profetizzata da Nixon nel 1972 durante un incontro istituzionale, non sembra incontrare alcun tipo di declino alla sua popolarità. Nei prossimi anni ad ogni modo, di fronte all’avanzamento dei movimenti populisti che sembrano ormai aver intaccato l’establishment nord-americano ed europeo, il giovane Trudeau potrebbe essere costretto ad intraprendere politiche maggiormente autoritarie e conservatrici per non perdere una parte consistente del suo capitale politico relativamente all’elettorato della cosiddetta “middle class”.

Gabriele Mele


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