Al Jazeera | 27 Ottobre 2016

Il comitato per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha approvato una nuova risoluzione sullo stato di conservazione della Città Vecchia di Gerusalemme. Durante lo scrutinio segreto di mercoledì, l’organismo culturale delle Nazioni Unite ha deciso di mantenere l’area del muro, luogo sacro per musulmani, cristiani ed ebrei, sulla lista del patrimonio mondiale in pericolo.

Essa ha anche criticato Israele per il suo continuo rifiuto di far accedere gli esperti del corpo nei luoghi santi di Gerusalemme per determinare il loro stato di conservazione.

Il documento si riferisce al sito di Gerusalemme solo con il suo nome arabo.

I musulmani lo chiamano al-Haram al-Sharif, in arabo “il Nobile Santuario”: il sito comprende la moschea di al-Aqsa e la cupola dorata. Il palestinese Saeb Erekat ha detto che il voto di UNESCO mirava a ribadire l’importanza di Gerusalemme per il cristianesimo, ebraismo e islam.

“Si chiede il rispetto dello status quo dei suoi luoghi di culto, tra cui il composto di al-Aqsa, che continua ad essere minacciato dalle sistematiche azioni provocatorie del governo israeliano e di gruppi ebraici estremisti”, ha detto Erekat.

La risoluzione è stata approvata da 21 paesi membri del Comitato del Patrimonio Mondiale. Dieci paesi hanno votato a favore, due contro, otto si sono astenuti e uno era assente.

Makram Queisi, l’ambasciatore giordano all’Unesco, ha detto che il Comitato per il Patrimonio stava cercando di affrontare la questione da un “punto di vista tecnico”.

Israele aveva già sospeso i finanziamenti all’Unesco, quando l’adesione palestinese è stata approvata.

Né Israele, gli USA né la Palestina sono nel Comitato del Patrimonio Mondiale.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato la decisione di mercoledì e ha detto che avrebbe richiamato il suo ambasciatore all’Unesco per ulteriori consultazioni su come procedere.

Sintesi tradotta di Giada Martemucci

Articolo originale: UNESCO approves new Jerusalem resolution – Al Jazeera