Uno degli esiti della politica estera di Obama consiste nell’eccessivo spazio lasciato alla Russia di Valdimir Putin, pronto ora a grandi mosse geopolitiche sfidando in primo luogo proprio l’egemonia americana.
Da Israele all’Arabia Saudita, dall’Egitto alla Turchia, i partner tradizionali degli Stati Uniti sono sempre più costretti a ingraziarsi Mosca.
Mentre per quanto riguarda gli stessi Stati Uniti, se una volta godevano del dominio quasi totale dei cieli sopra la Siria e su buona parte del Medio Oriente, quel dominio attualmente è fortemente limitato dalla presenza sempre maggiore della Russia.
I cambiamenti operati da un intervento russo non sono dunque un fenomeno passeggero legato alla crisi in Siria: essa sembrano rappresentare un cambiamento permanente nelle realtà geostrategiche del Mediterraneo orientale.
Anche se il conflitto verrà risolto, infatti, la nuova base aerea russa a Latakia, in Siria, è quasi certamente stata pensata per rimanere.
Sintesi di Giada Martemucci
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