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18 Ottobre 2016

AMERICA’S RUSSIA POLICY HAS FAILED

Thomas Graham & Matthew Rojansky | Foreign Policy | 13 Ottobre 2016

Qualsiasi criterio si adotti, è chiaro che la politica di Washington nei confronti della Russia ha fallito. Mentre apparentemente soffre di isolamento diplomatico ed economico, Mosca è riuscita a sfidare una vasta gamma di interessi americani, in particolare in Ucraina, Siria, e nel cyberspazio. Un nuovo approccio nei confronti della Russia dovrebbe quindi essere una priorità sia per il presidente Hillary Clinton, sia per il presidente Donald Trump. Finora, tuttavia, nessuno dei due candidati ha offerto una visione che vada oltre i fallimenti del passato.

Le più comuni reazioni statunitensi verso la Russia – da amministrazioni repubblicane e democratiche attraverso tre decenni – sono sempre state basate sulla speranza che Mosca potesse essere completamente sconfitta o che possa diventare una democrazia. Ma la Russia non è una democrazia. Il prossimo presidente deve accettare il fatto che Mosca non può semplicemente essere sconfitta o contenuta nell’ordine mondiale globalizzato emergente. L’obiettivo del prossimo presidente USA dovrebbe comportare la costruzione di una rete di interazioni, sia cooperative e competitive, che produca l’equilibrio più vantaggioso per i nostri interessi nazionali. Ma soprattutto, invece di partire per sconfiggere o trasformare la Russia, un nuovo approccio degli Stati Uniti dovrebbe trattare con la Russia come è realmente. 

1) Gli Usa devono capire che non si tratta solo di Putin

Il prossimo presidente deve abbandonare i due assiomi che hanno afflitto le politiche di Washington  in Russia negli ultimi 25 anni: il primo, che Mosca si oppone agli Stati Uniti a causa della politica non democratica del Cremlino. In secondo luogo, che le aree di accordo tra i due paesi possono essere portate al di fuori dalle zone di conflitto.

È anche essenziale riconoscere che i problemi dell’America con la Russia non si esauriscono con Putin. Si tratta di geopolitica. Putin rappresenta esattamente secoli di tradizione del pensiero strategico russo, e la sua politica estera gode del sostegno delle elite.

La prossima amministrazione ha bisogno di rompere con i suoi predecessori e rendersi conto che le relazioni con Mosca non possono semplicemente essere compartimenti stagni in settori o di cooperazione o di disaccordo. L’amministrazione di George W. Bush, per esempio, senza successo ha cercato di isolare la cooperazione antiterrorismo conseguente all’11/9 dalla concorrenza con Mosca nello spazio ex sovietico. L’amministrazione di Barack Obama spera di proseguire la cooperazione in materia di sicurezza nucleare. Tutte operazioni fallimentari.

2) La questione Ucraina non deve diventare una nuova guerra fredda

L’aggressione russa contro l’Ucraina è stata il punto di svolta che ha aumentato le tensioni e la sfiducia che definiscono il rapporto Stati Uniti-Russia di oggi. Qualsiasi tipo di progresso diplomatico con il Cremlino dipenderà da come il prossimo presidente degli Stati Uniti interpreterà  le ragioni di Mosca in Ucraina. La NATO ha deciso di ruotare nuove forze attraverso gli Stati baltici. Il sostegno dell’Occidente per la riforma politica ed economica in Ucraina – per aiutare a costruire uno stato democratico competente ed aumentare gli standard di vita – è un’altra parte importante della strategia. Un ritiro russo volontaria dall’Ucraina dipende per ora dall’imperfetto accordo di pace di Minsk II firmato a febbraio 2015 da Francia, Germania, Russia e Ucraina. Anche se Washington non è firmataria dell’accordo, gli Stati Uniti possono aiutare a incentivare Minsk collegando sanzioni specifiche.

3) Avere un dibattito onesto con l’Europa

Nel bene o nel male, Mosca mantiene potere sufficiente per influenzare la sicurezza in Europa. In questo ambito, il compito per il prossimo presidente nella definizione della politica degli Stati Uniti sarà isolare alleati europei contro l’azione russa nel breve termine, ponendo contemporaneamente le basi per un accordo di sicurezza europeo più resistente, con la partecipazione russa, nel lungo periodo.

L’obiettivo più urgente ed immediato della prossima amministrazione dovrebbe essere quello di mantenere l’integrità della NATO come garante della sicurezza europea. Washington deve anche rafforzare le capacità di difesa collettiva della NATO, coordinando gli sforzi e le spese; la leadership degli Stati Uniti in questo campo è essenziale, e la credibilità americana in Europa sarà giudicata non solo da ciò che viene detto e fatto sul continente, ma dalle prestazioni di Washington nella gestione della sicurezza mondiale, come ad esempio in Asia orientale e in Medio Oriente.

4) Premere per di più sul controllo delle armi

Più di 25 anni dopo la guerra fredda, entrambe le parti mantengono le loro forze nucleari in allerta. Ciò significa che la possibilità di una crisi crescente ed uno scambio nucleare è ancora molto reale, anche se la probabilità rimane bassa. La stabilità nei rapporti nucleari Stati Uniti-Russia non è solo uno dei temi più importanti per i due paesi, ma è anche fondamentale per la stabilità tra le altre grandi potenze mondiali.

Inoltre, la Russia, come gli Stati Uniti, è uno dei pochi paesi con la prodezza scientifica e la capacità industriale di militarizzare le nuove tecnologie che possono cambiare l’equilibrio globale del potere. La Russia è il secondo più grande venditore di armi dopo gli Stati Uniti; le vendite russe all’Iran, per esempio, rimangono una delle principali preoccupazioni per Israele, l’Arabia Saudita, la Turchia e il Medio Oriente, mentre la vendita di armi avanzate in Cina allarma Giappone e Corea del Sud e complica gli sforzi degli Stati Uniti per garantire la sicurezza in Asia orientale. 

5) Collaborare con la Russia in Asia

Contenere la Cina è un compito impossibile nel mondo di oggi. Invece, il prossimo presidente dovrebbe perseguire coalizioni flessibili con altre grandi potenze per incanalare le energie cinesi in modo che non mettono in pericolo gli interessi fondamentali dell’America.

La Russia potrebbe essere uno di quei partner se gli Stati Uniti saranno in grado di evitare che il Cremlino si trovi in una posizione di dipendenza di fatto commerciale e strategica su Pechino. Nonostante i suoi tentativi sulla scia delle sanzioni occidentali per ridurre la sua dipendenza dai mercati energetici europei con la costruzione di legami con la Cina, la Russia rimane profondamente preoccupata per la crescente influenza di Pechino lungo i suoi confini.

6) Riconoscere che la Siria è qualcosa di più che la Siria

La crisi siriana richiede urgente attenzione. Piaccia o no, gli Stati Uniti non hanno alcuna altra possibilità che continuare a cercare di lavorare con la Russia. Mosca ha i mezzi per mantenere il suo dispiegamento militare in Siria per un periodo prolungato, e potenze regionali come l’Iran, e forse anche la Turchia, sostengono la sua continua presenza. 

Le discussioni con Mosca sulla Siria non avranno una maggiore possibilità di successo a meno che non includano una nuova disponibilità a discutere il rapporto più ampio con la Russia, in Europa. Nelle sue dichiarazioni e proposte, Mosca ha di fatto legato la situazione in Siria alla crisi Ucraina e al più grande problema della sicurezza europea, ma Washington ha finora rifiutato di riconoscere questo legame. Solo riconoscendo che i collegamenti tra le varie sfide regionali poste dalla Russia sono reali, il prossimo presidente potrà estrarre un equilibrio favorevole per gli interessi degli Stati Uniti.

7) Mostrare le promesse dell’America

Come nella guerra fredda, c’è un elemento ideologico nella concorrenza Stati Uniti-Russia di oggi. Tuttavia, invece di difendere la lotta di classe comunista, Mosca è focalizzata sulla diminuzione della credibilità americana. La Russia sarà rafforzata dal fallimento delle iniziative economiche e politiche degli Stati Uniti.

Come il prossimo presidente degli Stati Uniti affronterà i ben noti problemi nazionali e globali di ricchezza e disuguaglianza, il pluralismo culturale, la migrazione, l’insicurezza delle risorse, e il cambiamento climatico, determinerà il grado in cui gli Stati Uniti saranno vulnerabili alla propaganda russa.

La guerra fredda si è conclusa perché i russi hanno visto gli Stati Uniti come una società di successo e prospera, il cui modello speravano di emulare. Al contrario, il deterioramento di oggi nei rapporti è stato acuito dai fallimenti americani in Iraq e in Afghanistan e dalle conseguenze ancora persistenti della crisi finanziaria globale del 2008-2009, che hanno frantumato la fede dei russi nel modello americano per lo sviluppo economico. Un’aura di rinnovato successo e crescente potere condurrà verso il ripristino degli Stati Uniti come un partner interessante, e forse alla fine come un leader. 

Traduzione di Giada Martemucci

Articolo originale: America’s Russia Policy Has Failed – Foreign Policy


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