Si svolgerà dal 30 novembre al 2 dicembre a Frascati la quarta edizione della scuola di formazione politica della Fondazione De Gasperi.
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In questi anni è cresciuta la disaffezione nei confronti della politica e di tutto ciò che la rappresenta; sono entrati in crisi i meccanismi di funzionamento della democrazia rappresentativa, si è fatto sempre più marcato lo scollamento tra i cittadini e le classi dirigenti. Le quali non sono riuscite a fornire una risposta “illuminata” alle giuste rivendicazioni delle opinioni pubbliche, non hanno saputo delineare una “visione” capace di fronteggiare adeguatamente le sfide nuove che un contesto economico-sociale in accelerata trasformazione poneva loro dinanzi. Nello scenario aperto dalla crisi, anche l’Europa è finita sul banco degli imputati perché si è smesso di pensarla, modellarla, migliorarla, preferendo piuttosto concepirla come parafulmine per colpe che andrebbero in buona parte addebitate a mancanze, contraddizioni, ritardi strutturali dei singoli Stati membri, a scelte miopi o sbagliate di élite politiche, economiche, intellettuali. Certo, l’Europa ha il suo carico di responsabilità. Non ha saputo, ad esempio, fornire prova di lungimiranza di fronte alle grandi questioni del nostro tempo: la crisi economica, la gestione dei flussi migratori, le nuove minacce alla sicurezza collettiva. Ma oggi siamo davvero giunti al tornante decisivo: restituire vigore al concetto di Europa, muovendo da quei princìpi che hanno definito l’orizzonte e nutrito la visione dei Padri fondatori, oppure sacrificarla al respiro corto del presente che si alimenta di egoismi e opportunismi nazionali. Questa premessa ha ispirato la Fondazione Alcide De Gasperi nella scelta di dedicare la quarta edizione della sua Scuola di formazione politica al tema della costruzione comunitaria, coinvolgendo nelle sessioni di lavoro esponenti di spicco del panorama accademico, giornalistico e politico, chiamati a confrontarsi sull’idea di Europa comunità di destino, della quale sentirsi attori e partecipi a tutti gli effetti. Ma sarà importante la voce dei ragazzi, i partecipanti alla nostra Scuola. Tocca a loro sforzarsi di comprendere come e perché l’Europa debba recuperare interiorità e progettualità, come e perché si debbano intensificare gli sforzi per evitare il pericolo di una dimensione comunitaria strategicamente periferica e debole. Verrà loro in soccorso la nobile lezione di Alcide De Gasperi, capace di tracciare insoliti sentieri, da percorrere sino in fondo assumendo come prospettiva un progetto per l’avvenire. Concreto, realizzabile, migliore. Da costruire con grande cura e impegno.