Parma – “Quali sono i diritti umani?”, “Viviamo davvero in una selva dei diritti dell’uomo?”, “Quali argomenti possiamo utilizzare per giustificare i diritti umani e così condannare chi non li riconosce?”, “Qual è e come si è evoluto il rapporto della Chiesa con il tema dei diritti umani?”. Su queste ed altre questioni si è tentato di far luce durante la conferenza “Diritti umani e Cristianesimo, dalla crisi a un nuovo umanesimo”, organizzata venerdì 27 gennaio 2017 a Palazzo del Governatore dall’associazione di promozione sociale Intesa San Martino, nell’ambito della rassegna “Incontro alla Cultura”L’evento, ispirato dall’omonimo libro edito da Marsilio Editori, ha visto confrontarsi il presidente emerito del Senato della Repubblica ed autore del libro “Diritti Umani e Cristianesimo” Marcello Perail segretario delegato del Dicastero Vaticano per il servizio allo sviluppo umano integrale, Monsignor Giampietro Dal Toso ed il Vescovo di Fidenza, Carlo Mazza, membro della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi.

Ad aprire la serata il Presidente del circolo culturale Il Borgo, Giulio Giuseppe Luciani, che ha sottolineato come si sia passati da un mondo con al centro Dio ed i doveri da Dio fissati, ad una società di diritti dovuti “tanto che si parla addirittura di dittatura dei diritti. I temi del saggio di Pera sono fondamentali perché riguardano la compatibilità dei diritti umani con la dottrina cristiana ed il prezzo che la Chiesa deve pagare per affrontare questo tema”.

A seguire l’intervento del moderatore ed organizzatore della conferenza Andrea Coppola, membro del direttivo dell’associazione Intesa San Martino che, dopo aver ringraziato la Fondazione De Gasperi per il suo prezioso contributo, ha introdotto:

“Era il 10/12/1948, data in cui l’assemblea generale delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; senza distinzioni alcune, un documento riguardava tutte le persone del mondo, le quali per la sola ragione di essere al mondo, ne acquisivano piena titolaritàCapita ancora oggi molto spesso, che ciò non avvenga nella realtà: in molte parti del mondo assistiamo ancora oggi a profonde divergenze fra gli uomini, i quali solo in occidente riescono in larga parte a far sì che questi diritti vengano osservati. Fa specie soprattutto a noi italiani, colpiti dalle grandi ondate di sbarchi, che molte di queste persone provenienti da paesi non occidentali e non in grado ancora dunque di osservare la dichiarazione universale, giungano sulle nostre coste, appellandosi proprio ai diritti. La società negli anni è sempre stata connotata da una ampia religiosità. Una forte componente di fede che ha condotto l’uomo ai giorni nostri passando per millenni. Tra le tante religioni, il cristianesimo per diffusione e numero di fedeli ha accompagnato in parallelo il corso della storia, ancorato sulla propria dottrina di fede, astringente per definizione molti dei diritti umani acquisiti, che divengono per l’appunto di fede. Per questo, abbiamo creduto utile organizzare questa conferenza, affinché noi tutti possiamo meglio comprenderne le ragioni ed i concetti ispiratori dei diritti e della chiesa”.

Il presidente emerito del senato Marcello Pera ha specificato come la parte principale del suo libro riguardi proprio la Chiesa, alla quale pone diverse domande:

“L’interpretazione del Cristianesimo fondata sul Vangelo ne fa una religione dei doveri, doveri dell’uomo verso il suo creatore, come può diventare da religione di gratitudine e sottomissione dell’uomo di fronte al proprio Creatore, senza l’aiuto del quale non può salvarsi, religione dei diritti dell’uomo in quanto uomo? Non c’è il rischio che la dottrina dei diritti dell’uomo in quanto uomo minacci il cristianesimo e lo renda ridondante? Che bisogno ha l’uomo di religione se ha innati i suoi diritti? Temo che la cultura dei diritti stia diventando un suicidio, il suicidio dell’Occidente, noi non abbiamo più il senso del dovere morale. Il mio è un appello alla Chiesa che abbia il coraggio di riflettere sulla sua nuova impostazione che cambia l’interpretazione tradizionale. O noi recuperiamo la dimensione dei comandamenti, cioè dei doveri di chi si sente incapace di salvarsi da sé, e il Cristianesimo rinasce, oppure il Cristianesimo si può ridurre a una forma di umanesimo o di consolazione che non dà più senso alla nostra esistenza e non dà ragione alla nostra storia. Ho una concezione del Cristianesimo condizionata da Agostino, per cui sono un pessimista, ho il senso del limite, del peccato e della caduta e gli ottimisti che pensano di conquistare la propria felicità mi fanno paura. Ho scritto questo libro con angoscia. Non vorrei vivere in un mondo completamente scristianizzato”.

Monsignor Giampietro Dal Toso ha approfondito il tema dei diritti umani nel Cristianesimo precisando: “Nessuno si dà la vita da sé stesso e c’è un ordine, un’armonia dentro la creazione che dio ha voluto. Se non riscopriamo l’ordine profondo che ha creato l’universo, il creatore che ci dà i diritti, dentro un certo contesto, rischiamo il suicidio culturale. Il concetto di persona che nasce dalla teologia dice che l’uomo si realizza in tre tensioni fondamentali: corpo-anima, uomo-donna e individuo-società e che quindi è uomo solo quando si mette in relazione. Il mio timore è che la cultura dei diritti consideri l’uomo piegato in sé stesso e non in relazione con l’altro. La libertà non è data per me, ma per vivere determinate dinamiche che si sviluppano al di fuori di sé ed è solo in questa dinamica della creazione che possiamo trovare risposte al tema dei diritti umani”.

Di Chiesa e modernità ha parlato Monsignor Carlo Mazza: “Porsi domande è fondamentale nel cammino verso la Verità. In una contemporaneità in cui il primato è del sentire e soddisfare subito, non del pensiero, in cui si ha paura che fugga la vita, tutto il capitolo del rapporto della Chiesa con la modernità va continuamente rivisto con occhio sapiente e sapienziale. Invito a rivedere tutta la sterminata letteratura sui diritti umani alla luce dell’incarnazione e redenzione e quindi dell’uomo redento. Noi non abbiamo paura, il cristiano è sorretto dalla speranza, non punta a “hic et nunc” ma alla storia, verso la Gerusalemme celeste. Se siamo consapevoli dell’unità tra Dio e l’uomo possiamo vedere, alzando i nostri occhi, che l’alba verrà”. 

La partecipata conferenza, organizzata dall’Aps Intesa San Martino, è stata realizzata grazie al prezioso contributo della Fondazione De Gasperi, del Circolo Culturale Il Borgo e del Comune di Parma e con l’alto patrocinio della presidenza del Senato della Repubblica, della Diocesi di Parma e della sezione di Parma di UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti).

Ufficio Stampa ass.ne Intesa San Martino

Questi i principali articoli che hanno recensito l’evento:

Di seguito alcune foto dell’evento:

DIRITTI UMANI E CRISTIANESIMO, DALLA CRISI A UN NUOVO UMANESIMO


Data27 gennaio 2017DovePalazzo del Governatore | ParmaOrganizzatoreAssociazione Intesa San Martino | Fondazione De Gasperi | Circolo Culturale Il Borgo | Comune di Parma

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